LA CADUTA DELL' IMPERO

di Fabio Volino

Introduzione
Le storie Post-Inferno portano una nuova formazione dei Difensori. Buona lettura!

Capitolo Primo
FERITE

Greenwich Village.

Brunhilde la Valchiria osserva il recente terreno della più aspra battaglia mai combattuta dalla comunità superumana presente sul pianeta. È irata: per aver fatto praticamente da comparsa, per non essere mai intervenuta nella lotta, anche se il suo apporto si è dimostrato fondamentale. Ma soprattutto è sconvolta, abbattuta: non sapeva che Ringer provasse qualcosa per lei, non lo aveva mai sospettato. La rivelazione di ciò è giunta così inaspettata e non c'è stato nemmeno il tempo di approfondire la questione perché poco dopo Anthony Davis si è sacrificato per la vita delle altre persone. Un sacrificio inevitabile, ma quanto le procura dolore. Lo amava? Non sa dirlo, per lui provava un profondo affetto, fin da quando si ribellò per la prima volta a Darklady per salvarla. Si ribellò per lei, lo fece solo per lei. Per Ringer lei era il centro della vita, dei sentimenti, per Brunhilde lui era probabilmente solo un buon amico. Ma questa perdita la addolora come non mai, ah come la addolora! Si stupisce di fronte alla sua umanità: non è più degna di essere considerata una guerriera di Asgard? Thor le ha parlato prima di ritornare al Regno Dorato, le ha detto che le porte della sua reggia sono sempre aperte per lei. Ma Brunhilde non può tornare su Asgard, non ancora: deve onorare la memoria di un grande eroe e deve farlo al meglio.
Perché lei fa parte dei Difensori.

Tetto del New York General Hospital.

Dimetterla è stato facile: del resto non aveva alcun problema fisico rilevante. Era solo una donna come tante altre in discreta salute e, considerato l' affollamento dell' edificio in seguito all' evento infernale, i dottori non avevano ritenuto trattenerla ulteriormente. Ma quei dottori ignoravano una cosa: che Carol Danvers, fino a poco tempo fa, non era affatto una 'donna come tante altrÈ. È stata molte cose nella sua vita, ma forse mai una donna come tante altre: agente segreto, membro dell' aviazione, capo della sicurezza a Cape Canaveral… supereroina. Il ruolo che ha portato avanti per anni: Miss Marvel, Binary, Warbird. Ora, però, è nuovamente Carol Danvers: ricorda solo un altro periodo in cui si sentì così depressa, quando Rogue la privò dei suoi poteri e delle sue memorie. Ed ora, cosa deve fare? Non ha nessuno con cui prendersela, se non con sé stessa. Si sente sola, non crede più nelle sue capacità.
"Come mi hai trovata, Logan?" domanda ad un tratto, vedendo l' inconfondibile ombra del mutante canadese stagliarsi davanti a lei. Gli volta le spalle perché lui non veda il suo dolore.
"Siamo amici da così tanto tempo, Carol" risponde Wolverine "Ti conosco come conosco me stesso. So dove cercarti".
Il rivedere il suo vecchio amico la riporta sempre ad una terribile notte in Russia, nella prigione di Lubyanka per la precisione: era stata mandata lì per rubare alcuni piani segreti militari, ma era stata scoperta e stava per essere giustiziata. Logan, ancora ignaro dell' esistenza degli X-Men, penetrò in quel campo militare fregandosene degli ordini superiori che sconsigliavano ciò e, silenzioso e rapido come un fantasma, la portò via da lì. Superare la frontiera si rivelò un altro bel problema, ma accanto a lui Carol si sentiva sicura. Sapeva che ce l' avrebbero fatta: e così fu, in effetti.
"Non vuoi guardarmi in faccia?" chiede Wolverine "Non vuoi mostrarmi ciò che provi?".
"Come vuoi che mi senta, Logan? Sono stata privata dei miei poteri, non sono più quella di un tempo. Questo mi lascia sconfitta, affranta, incapace di proseguire".
"Balle".
"Cosa?".
"Hai sentito bene: ho detto balle. Credi che l' essenza di ciò che sei, la straordinaria donna che hai dimostrato di essere in tutti questi anni, risieda solo ed unicamente nei tuoi poteri? Ricordo bene quando lavoravamo insieme nei servizi segreti: l' ardore, il coraggio che dimostravi nelle varie missioni l' ho ritrovato in seguito solo in poche altre persone, sia donne che uomini. E non ne ho decisamente incontrati pochi, credimi".
"Ma è nei poteri che avevo piena consapevolezza di essere speciale e...".
"Lascia che ti racconti una storia, che hai già sentito, ma è meglio rinfrescarti la memoria: il mio scheletro è rivestito di adamantio, rende la mia pelle praticamente invulnerabile. Ma non è sempre stato così: non lo sono stato in passato, non lo sono stato in tempi recenti, quando mi è stato estratto da Magneto. Eppure... ho capito che, anche senza adamantio, ero rimasto quello di prima, il migliore in quello che faccio come a volte mi definisco. Perché non mi faccio mai piegare da alcuna avversità, guardo sempre avanti. Se oggi, per ipotesi, non possedessi ancora l' adamantio non mi dispererei più di tanto, ho comunque una causa per cui combattere. Anche tu, Carol: puoi non avere più il potere di una stella, puoi non avere più alcun potere" e dicendo così la volta verso di sé "Ma la Carol Danvers che io conosco non si arrende, mai, la vera Carol Danvers" e così dicendo le posa una mano sul petto "Troverà un modo per andare avanti. Perché ciò che importa è che tu sia Carol, non Miss Marvel o Warbird. Carol e null' altro. La migliore in ciò che fa".
La donna rimane in silenzio per alcuni secondi, poi allontana la mano di Logan da sé:"Sei un amico straordinario" afferma "Stavo per commettere una sciocchezza, stavo per arrendermi".
"L' amicizia è importante, a volte è l' unica cosa che può salvarci. A volte basta una semplice parola di incoraggiamento per risollevare d' animo qualcuno. Sono felice di aver fatto ciò con te: ora dipende tutto da te, Carol, da come sarai in grado di reagire. Comunque ricorda: per ogni evenienza io ti sarò vicino".
"Grazie, Logan".
L' addio stavolta è più doloroso del solito.

New York Memorial Hospital.

Un altro ospedale dove sta per verificarsi un avvenimento importante.
Andrew Bolt, infatti, l' uomo politico rimasto vittima di un attentato alcuni giorni prima, l' uomo in cui Namor Sub-Mariner, per motivi ancora ignoti, ripone delle speranze, riapre improvvisamente gli occhi. La prima cosa che vede sono gli sguardi sollevati dei dottori, che non speravano in un tale miracolo. Le ferite erano molto gravi e si riteneva impossibile potesse uscire dal lieve coma in cui era caduto e sopravvivere. Eppure... A volte accadono cose per cui non è necessario trovare una spiegazione: accadono e basta ed è inutile aggiungere altro.
Il suo sguardo corre lungo tutta la sala, mentre numerose parole arrivano alle sue orecchie, ma lui ancora intontito non le sente. Poi, accanto alle sue guardie del corpo, vede una persona vestita in modo elegante, una persona che gli sembra familiare.
"Chi è lei?" chiede dunque Bolt.
"Mi chiamo Namor" risponde Sub-Mariner "Sono proprietario della Oracle Inc., di certo avrà sentito parlare di me".
"Sì, ora che me ne ha accennato sì. Ma cosa ci fa qui?".
"Dopo... l' attentato" interviene una guardia del corpo "Un gruppo di criminali ha cercato di darle il colpo di grazia, ma quest' uomo è intervenuto in suo aiuto e le ha salvato la vita".
"La ringrazio davvero" dice Bolt.
"Forse il momento non è proprio il più opportuno" afferma poi Namor "Ma c'è una cosa che devo chiederle".
"Riguardo cosa?".
"Lei è in buoni rapporti con alcuni ambasciatori dell' ONU, vero?".
"Sì, ma non capisco...".
"C'è una cosa che voglio fare per il mio paese: per Atlantide. Ed ho bisogno che lei mi metta in contatto con queste persone".
"Perché?".
"Perché voglio cambiare le cose. So che lei conosceva Capitan America, quello precedente: ecco, anch' io ero suo amico e, se non per me, le chiedo di farlo per lui".
Bolt guarda in volto Namor per qualche secondo, vi vede una forte risoluzione ad andare avanti, dunque dice:"D' accordo. Lasci che riprenda però parte delle mie forze, altrimenti non sarei davvero di grande aiuto per lei. Poi discuteremo a fondo di ciò che ha intenzione di fare".
"Posso aspettare" conclude Sub-Mariner uscendo dalla sala.

New York General Hospital.

Ritorniamo qui, dove Carol Danvers ha ritrovato una nuova speranza, intravedendo un nuovo inizio.
E concentriamoci su un uomo che non può più vedere: Nottolone. Vita insolita la sua: affarista, playboy, supercriminale, eroe, pedina di Mefisto... Cieco. Ora è solo questo. L' ultimo ricordo visibile che ha è Darklady che cala la sua mano verso il suo volto, poi c'è come la sensazione di una fiammata improvvisa che lo coglie di sorpresa. Poi più nulla, poi c'è solo il nero. Un nero che probabilmente lo accompagnerà per sempre. Riverso ora sul letto, Kyle Richmond prova ad immaginare il suo futuro e, come la sua vista, non vede nulla di buono all' orizzonte.
"Posso entrare, Kyle?".
Riconosce subito la voce:"Sì, Dane, entra. Come stai?".
"Sono stato fortunato nella sfortuna: la spada mi ha trapassato la spalla, ma non ha colpito alcun organo vitale. Tra alcune settimane il mio arto riacquisterà piena mobilità, anche se non potrò tirare di scherma per un bel po'".
Una battuta che non riesce a sollevare il velo di tristezza e disperazione caduto nella stanza. Sensazioni che Nottolone ora alimenta:"Dane, purtroppo non potrò più far parte dei Difensori... il motivo lo comprendi da te".
Dane annuisce, dandosi subito dopo dell' idiota, i gesti non significano più nulla per Kyle Richmond:"Certamente, Kyle, tu devi solo alzarti da questo letto ed andare avanti". Ma sono parole che suonano vuote anche al Cavaliere Nero.
Alcuni secondi dopo entra nella stanza Yvette Freeman, sconvolta di fronte a ciò che vede. Con premura si avvicina a Kyle che, con maestria quasi consumata, le racconta una menzogna di come sia stato accecato da un demone durante l' invasione infernale. Avere un' identità segreta comporta a volte convivere con la falsità. Mentre il colloquio tra i due procede fitto e sentito, il Cavaliere Nero esce dalla stanza: Kyle è in buone mani, ora.

Virginia.

Gli esseri usciti dal Limbo durante l' invasione infernale camminano in una fitta boscaglia che li nasconde ad eventuali occhi indiscreti, che comunque non ci sono: l' umanità ha ben altri pensieri per la testa adesso, ma presto dovrà iniziare a preoccuparsi di queste creature dall' aspetto mostruoso.
Alla fine la boscaglia si dirada per lasciare il posto ad un sentiero sterrato che porta in una piccola città, segnalata da un cartello:"BENVENUTI A CLAIRTON, PATRIA DEGLI ALIENI".
"È una sorta di scherzo, questo?" chiede uno degli esseri.
"Forse" risponde un suo simile "O forse significa che in questa città abbiamo lasciato un segno nel nostro precedente passaggio. Il suo nome mi evoca ricordi, pochi felici, molti dolorosi. Però è da qui che intendo ridare vita al nostro piano di conquista. Voi cosa dite?".
"Insomma, ci nascondiamo dove nessun altro penserebbe di cercarci".
"È questo il bello: nessuno ci verrà a cercare, tutti, anche i nostri più acerrimi nemici, ci ritengono sperduti per sempre. E noi dobbiamo approfittare di questa situazione: c'è grande caos lungo tutto il globo in questo momento e noi dobbiamo trarre profitto da esso. E alla fine gli Spettri Neri avranno il successo che da tempo bramano!".
Poi gli alieni cambiano la loro forma e assumono aspetto umano, entrando in città.

Greenwich Village.

"Rintrah, devo farti un discorso molto importante" dice Stephen Strange.
"Mi dica, maestro" risponde l' essere.
Il Mago si guarda intorno, come a voler richiamare la sua casa ed i suoi cimeli perduti per sempre, poi ritorna ad osservare Rintrah:"Ci sono a volte momenti nella vita in cui senti il bisogno, come si dice qui da noi, di staccare la spina. A volte per brevi periodi, a volte per un lungo tempo, a volte per sempre. Ecco, vedi, sono giunto alla conclusione che anche per me sia giunto il momento di staccare la spina".
"Cosa intende dire?".
Stephen chiama a sé Clea:"Ecco, vedi, il mio ruolo di Mago Supremo mi ha precluso molte cose ultimamente: sono sposato con questa meravigliosa donna, ma quando abbiamo mai potuto comportarci davvero come due sposi? Mai, praticamente. Credo sia arrivata l' ora, dunque, che io Stephen Strange sorregga sulle mie spalle altri tipi di responsabilità. Ne ho parlato a lungo con Clea e siamo giunti a questa conclusione".
"Questo vuol dunque dire che...".
"Esatto, Rintrah: rinuncio al mio ruolo di Mago Supremo della Terra. Questo titolo, da questo giorno in poi, sarà tuo".
"No, maestro, non lo faccia. Ci sono ancora tante cose che deve insegnarmi".
Ma Stephen scuote la testa:"Io non ho più nulla da insegnarti, amico mio. Anzi, entro breve tempo mi sorpasserai in bravura. È per questo che non ho alcuna remora nel prendere questa decisione: perchè tu sarai un mio degno successore".
"Io non sono certo di essere all' altezza, dottore".
"Lo sei, invece. E vedrai che con l' aiuto del fido Wong le difficoltà ti sembreranno meno aspre. Sei pronto a questa nuova vita, amico mio?" chiede dunque Stephen rivolgendosi al suo ex servitore.
"Credo che anch' io dovrò abituarmi alla situazione" ribatte Wong "Spero comunque che verrai a farmi visita di tanto in tanto".
"Contaci, Wong: amicizie come la nostra non crollano mai".
"Quanto ti costa questa decisione, Stephen?" chiede allora Clea.
"Meno di quanto credevo, forse perchè è davvero giunto per me il momento di un grande cambiamento. Tieni, Rintrah, ti consegno l' Occhio di Agamotto, sarà un prezioso alleato nella tua crociata. Purtroppo mi è rimasto solo questo".
"Ricostruirò la sua abitazione, dottore" esclama Rintrah "Più bella di prima. E spero di dimostrarmi all' altezza della situazione".
"Io non ne ho alcun dubbio. Ed ora è giunto il tempo di dire addio".

New York General Hospital.

"Persa nei tuoi pensieri, Carol?" chiede Dane Whitman.
"Non più" risponde la donna "Un amico mi ha aiutato a lasciarmi alle spalle ciò che ho dovuto subire ed ora sono pronta ad un nuovo inizio".
"Un nuovo inizio, già, quanto è difficile".
"Ma non impossibile, Dane: in questi mesi in cui sono stato al loro fianco, i Difensori hanno significato molto per me e vederli sciogliersi mi dispiacerebbe molto".
"Hai ragione: sarebbe un vero peccato. Ci ho pensato molto anch' io mentre ero ricoverato e non voglio che i Difensori tornino ad essere un ricordo, solo dovremo cambiare pagina".
"Cioè?".
"Ricordi le parole di Darklady? Riguardo al fatto che l' attuazione dell' Inferno era stata possibile perchè gli animi umani erano pronti ad esso? Ecco, inutile negare che in quell' affermazione vi fosse un fondo di verità. È questo, dunque, il compito che ci aspetta d' ora in poi: impedire che ciò possa accadere di nuovo. Dovremo diventare i Difensori della gente comune, bloccare sul nascere le ingiustizie a cui tutti voltano le spalle perchè le ritengono qualcosa di assodato, che non si può combattere. Infanzia violata, sfruttamento per fini criminali dei sogni e delle passioni altrui e ogni altro evento drammatico dove le persone di tutti i giorni possano trovarsi invischiati per loro sventura. Per le grandi minacce ci saranno sempre i Vendicatori, per quelle piccole, quasi insignificanti, ci saremo noi. I Difensori".
"La tua dichiarazione d' intenti mi piace molto: farò tutto quello che posso".
"Noi due temo dovremo restare in seconda linea, viste le nostre attuali condizioni: ma questo non significa che dovremo rimanere immobili o inermi".
"E chi interverrà allora?".
"Nottolone ovviamente non può. Dovremo chiedere a Hellcat se ha intenzione di stare accanto a noi: credo che in questi giorni stia cercando di dare una nuova direzione alla sua vita, spero di aiutarla in questa scelta. Sono certo che la Valchiria sarà con noi. Poi ad altri componenti penseremo man mano, anche se ne ho già in mente uno che contatterò al più presto".
"Anch' io vorrei far parte dei Difensori, se a voi non dispiace" afferma in quel momento qualcuno sopra di loro. Carol e Dane alzano i loro sguardi per scoprire un essere alato dalla pigmentazione arancione. "Forse mi conoscete, mi chiamo Isaac Christians ma sono più noto come Gargoyle: anch' io come Patsy Walker sto tentando di trovare una nuova via da seguire e, sentendo i vostri discorsi, ne sono rimasto affascinato. Spero vogliate accogliere nelle vostre fila questo arzillo vecchietto di Christiansboro".
Il Cavaliere Nero sorride ed annuisce:"Considerati dentro".
In quel momento appare davanti a loro una immagine olografica di Stephen Strange, che li convoca nel Greenwich Village per una importante dichiarazione. Carol, Dane e Isaac non esitano un secondo.

Greenwich Village.

"Brunhilde". Una voce quasi sofferente, reduce da esperienze che avrebbero portato alla follia molte altre persone. Ma non lei, non colei che è stata la consorte del Figlio di Satana, non colei che possiede la Cappa delle Ombre, non colei sulle cui spalle grava il peso di un intero mondo. No, decisamente Patsy Walker non è una donna che si fa piegare facilmente.
La Valchiria si volta e corre ad abbracciare la sua amica che fino a poco tempo prima credeva perduta per sempre:"Mi sei mancata in tutto questo tempo, Patsy".
"Su, non fare così: l' importante è che ora siamo di nuovo qui insieme, possiamo ridare vita alla più grande amicizia che sia mai esistita".
"Cosa hai intenzione di fare ora, Patsy?".
"Innanzitutto, regolarizzare la mia posizione di 'rinata' grazie all' aiuto della Fondazione Maria Stark. Poi... solo il tempo potrà dirlo".
"E la Cappa delle Ombre?".
"L' ho fatta sparire, ora è di nuovo nella sua dimensione d' origine: mi spaventa pensare che un simile oggetto di potere possa essere utilizzato come è stato fatto da Darklady. Dovrò solo stare attenta a... non perdere il controllo, altrimenti le conseguenze saranno inimmaginabili".
"Un compito non facile".
"Quando mai ne ho avuto uno?".
In quel momento compare davanti alle due l' immagine olografica di Strange, che le invita a poca distanza da lì. Un grande cambiamento sta per avvenire.

Poco tempo dopo.

Non vi sono solo i Difensori a dire addio a Stephen Strange. Anche i Vendicatori, Iron Man e Capitan America esclusi, e l' Uomo Ragno sono presenti sul posto.
"È sicuro della decisione che ha preso, dottore?" chiede Spidey.
"Ora più che mai" risponde lui "È tempo di cambiare, è tempo che io volga lo sguardo a nuove visioni, a nuovi obiettivi".
Spidey ripensa a quante volte ha provato ad abbandonare la sua identità, ma essa è stata sempre parte di lui: si chiede se un giorno avrà il coraggio di fare la stessa scelta dell' ex Mago Supremo.
"Credo allora sia il momento più appropriato per darvi una notizia" si fa avanti Wasp "Sarà sicuramente una magra consolazione, ma abbiamo deciso di rendere Ringer un Vendicatore onorario".
"Per noi significa molto" afferma la Valchiria "Siamo felici di sapere che, in qualche modo, Anthony non verrà mai dimenticato".
"Questa è la notizia più bella che potessi ricevere prima della mia partenza" commenta Strange "E non posso che ringraziarvi: ringrazio tutti voi per essermi stati accanto in tutti questi anni ed avermi sorretto anche e soprattutto nei momenti più difficili". In quel momento un portale si apre dietro Clea e Strange, che lo oltrepassano. "E ricordate" dice Strange "Non smettete mai di combattere per ciò che è giusto. Ma non dimenticate che ci sono anche altre priorità nella vita". Infine il portale si richiude e dei due non vi è più nessuna traccia.
Per qualche istante vi è come un silenzio innaturale, poi i primi commiati riscaldano un po' l' atmosfera: è avvenuto un evento epocale oggi, eppure... è sembrata una cosa normale, inevitabile che accadesse. Forse perchè è in animo dell' umanità cambiare, mutare, andare avanti, migliorare.
"Allora, ehm, Rintrah" dice l' Uomo Ragno "Come ci si sente nel nuovo ruolo?".
"Sarà un lavoro lungo e difficile, Uomo Ragno: molte avversità mi si pareranno davanti, ma io saprò affrontarle senza paura".
"Beh, su una cosa sei già a posto: hai la stessa serietà del buon dottore. Ti saluto e, mi raccomando, non chiamarmi troppo spesso: anche noi ragni abbiamo a volte del tempo libero".
Partito Spidey con la sua ragnatela, il Cavaliere Nero si avvicina a Rintrah:"Ho una proposta da farti".

Cavaliere Nero, Carol Danvers, Gargoyle, Valchiria, Hellcat, Rintrah: Nuovi Difensori per dare vita ad un nuovo mondo.

Capitolo Secondo
GIULIO CESARE

C'era una volta un ladro. Ma non un ladro qualunque, no, era un ladro come non se ne erano mai visti prima: qualsiasi edificio per lui era violabile, qualsiasi opera, bene prezioso o gioiello trafugabile. La parola impossibile non esisteva nel suo dizionario. Sennonché ad un certo punto questo ladro incontrò un Cavaliere.

Dimensione Oscura.

Un portale si apre e da esso escono Clea e l' ex Mago Supremo della Terra Stephen Strange, pronti a vivere una nuova vita. Ma prima alcuni strascichi della vecchia devono essere risolti.
"Siete tornati!" esclama Meggan, un tono di gioia e speranza misto nella sua voce.
"Sì, Meggan" conferma Clea "Ma dove si trova Capitan Bretagna?".
"È proprio questo il motivo per cui aspettavo con ansia il vostro arrivo: è stato richiamato da Capitan U.K. e da Roma per una missione su Altromondo. Ad onor del vero, stavo per affidare il trono ad un reggente momentaneo, ma ora che siete di nuovo qui il problema non si pone, spero".
"Certo, Meggan: ti ringrazio molto per quanto hai fatto per me ed il mio regno in questo tempo. E sappi che qui sarai sempre la benvenuta". Poco dopo Clea apre un portale:"Ecco, è un portale per Altromondo, dove ritroverai Brian. Buona fortuna, Meggan, per tutto".
"Non dimenticherò mai cosa avete fatto per me".
"E ricorda" interviene Strange "Se hai bisogno del nostro aiuto non hai che da chiamarci e saremo subito lì. Aspetta". Stephen posa le mani sulla testa della mutaforma. "Ecco, ora abbiamo un collegamento empatico, sapremo subito quando sarai in pericolo".
Meggan ringrazia ancora una volta i due, poi dà loro un ultimo saluto ed oltrepassa il portale.
"Ed ora, Stephen?" chiede Clea.
"Beh, moglie mia: sono nel pieno dei miei poteri, le mie mani sono di nuovo sane e sono pronto a vivere accanto alla donna della mia vita. Cosa poter volere di più?".
"Io credo sia anche giunto il momento di un ulteriore cambiamento: questo regno non vive più da tempo sotto il giogo della tirannia e dell' oscurità. Propongo dunque di nominare questo piano da questo giorno in poi Dimensione della Luce. Che ne dici?".
"Che i tuoi sudditi ne saranno entusiasti".
E per Stephen e Clea si aprono nuove vie, nuove avventure, nuove esperienze.

Tetto del New York General Hospital.

Atterrando con agilità e velocità al tempo stesso, Abner Jenkins, alias Mach-1, si chiede se la chiamata che ha ricevuto pochi minuti prima non sia stata un sogno. Eppure… è accaduto tutto quanto: Jarvis l' ha chiamato dicendogli che una persona gli voleva parlare. E lui quella persona la conosceva, anche se tra loro fino a questo momento c'è stato un unico incontro.
Non ha esitato a rispondere all' invito: i Vendicatori gli hanno raccontato cosa era successo nella cataclismatica battaglia finale della recente invasione demoniaca e, quando ha appreso del sacrificio di Ringer, qualcosa dentro di lui si è agitato, potremmo chiamarla compassione. Tristezza. Strano, considerato che fino a poco tempo fa i due si odiavano, ma il loro cambiamento comportamentale attuato negli ultimi tempi è riuscito a riavvicinarli, anche se solo per poco. Ed ora che Ringer non c'è più, Abner Jenkins sente di aver perso quello che ora sa essere stato un amico. E lui, che di amici ne ha avuti pochi, sa che questa perdita deve in qualche modo essere riscattata.
"Grazie per essere venuto, Mach-1" si avvicina Dane Whitman.
"Per me è un piacere".
"Non voglio perdere tempo in preamboli ed andrò subito al punto: hai già collaborato con noi in passato, sei un Difensore a tutti gli effetti. E vorremmo che tu diventassi un nostro componente a tutti gli effetti".
Abe sgrana gli occhi dietro il suo visore:"Dici sul serio?".
"Sono un tipo che scherza raramente. Sei un elemento prezioso, Mach-1, ma purtroppo il tuo passato ti impedisce di esprimere il tuo eroismo a pieno e, anche se sei felice di far parte dello staff dei Vendicatori, so anche che dentro di te vorresti qualcosa di più. Vorresti maggiori soddisfazioni personali, soprattutto come eroe. Noi te le offriamo, sta a te coglierle".
"Mi hai forse letto nel pensiero?".
"No, semplicemente ho constatato l' ovvio: il tuo periodo nei Thunderbolts, l' esserti consegnato spontaneamente alle autorità per farsi processare per i propri crimini, dimostrano che la via da criminale nascondeva in realtà qualcos' altro. Probabilmente le aspettative che desideravi dalla vita o dal tuo lavoro venivano denigrate da gente ignorante e la cosa… ti ha condotto sulla strada sbagliata. Ma appunto apprezzo che tu ti sia accorto di ciò ed abbia fatto di tutto per rimediare a quei tuoi errori: ed ora che anche il tuo debito con la società è stato ripagato, sei di nuovo ad un bivio. Un' altra strada da intraprendere. Spero non ti suoni troppo presuntuoso se ti indico la via".
"Cosa devo fare per entrare nei Difensori?".
"Basta chiederlo".
"Allora, se mi volete, sono dei vostri".
Dane Whitman gli stringe la mano:"Benvenuto tra noi, Mach-1. Ed ora, se hai tempo, c'è subito una riunione a cui dovresti presenziare".

Casa di Duane Freeman.

Lo spaventa, lo spaventa terribilmente. L' agente governativo osserva Numero Uno, leader dell' ormai disciolto Impero Segreto (un' organizzazione composta da due sole persone è quantomeno una cosa originale), seduto placidamente. Il suo sguardo pare perso nel vuoto, ma in realtà sta macchinando chissà quali tragedie, quali diavolerie.
E per l' ennesima volta Duane Freeman si chiede se non si sia spinto troppo oltre: all' inizio il tutto era nato da parte sua come un sentimento di rivalsa, verso la vita che lo aveva maltrattato e contro quella parte maggioritaria del sistema a cui aveva giurato ma che riteneva essere troppo debole, poco incisiva. Voleva stabilire un nuovo ordine, si è ritrovato in mano solo attacchi insensati ed omicidi: non doveva permettere quell' azione contro l' onorevole Bolt.
Tuttavia è inutile piangere sul latte versato, deve guardare avanti e prendere una decisione: rimanere nonostante tutto fedele a Numero Uno oppure volgergli le spalle?
Nel frattempo l' oggetto di questi pensieri medita sul fatto che il suo piano è ormai arrivato alla stretta finale: ma prima che ciò avvenga c'è un' ultima faccenda di cui deve occuparsi, una faccenda molto, molto personale. Una faccenda che parte da suo padre e dal suo omicidio di tanto tempo fa e per cui un solo uomo è da lui stato giudicato colpevole. E quell' uomo deve pagare!

Ex appartamento di Namorita Prentiss.

"Siete certi che non vi siano controindicazioni?" chiede Namor Sub-Mariner "Voglio dire, Johnny Horton è una persona che potrebbe fornirmi informazioni sulla scomparsa di mio fratello, inoltre non mi fido molto di questo sostituto di Stephen".
"Allora fidati di noi, Namor" ribatte Dane Whitman "E poi, credi davvero che metteremmo in pericolo la vita di Horton? È una semplice seduta ipnotica, nient' altro: vogliamo a tutti i costi scoprire chi si celi dietro l' Impero Segreto e quell' uomo è l' unico che può dircelo e la chiave del mistero è nella sua mente".
"Perché allora non interrogate gli altri supercriminali catturati?".
"Perché l' Impero ha preso le sue belle precauzioni: chi lo comanda deve avere anche lui la sua bella esperienza in fatto di ipnotismo e deve avere inserito una sorta di comando mentale che impedisce a chi l' ha ricevuto di parlare dell' Impero e delle sue azioni".
"Dunque non vedo come…".
"Ma anche loro sbagliano: non hanno messo questo comando in tutti i loro sottoposti, solo a quelli che riteneva, uso un brutto termine me ne rendo conto, in pieno possesso delle loro facoltà mentali. Non l' hanno fatto col Professor Power ad esempio, credendolo un semplice cyborg, e questo ci ha permesso di venire a conoscenza della rinascita di questa organizzazione. E siamo certi non l' abbiano fatto nemmeno con Horton: del resto nella sua forma bestiale di Griffin non avrebbe dato problemi a loro dire. Ora, però, Griffin è di nuovo umano e speriamo che, nascosto lì dentro da qualche parte, vi sia ancora tutto ciò che dobbiamo sapere".
Namor allora annuisce:"D' accordo, se Horton è d' accordo per me va bene. Del resto l' Impero ha attaccato la mia azienda, la Oracle, e non posso certo lasciare questa azione impunita".
"Ti unirai allora a noi nella nostra causa?".
"Non posso darvi una risposta certa: sono molto impegnato in questi giorni, il futuro di Atlantide dipende soprattutto da me. Vi fornirò comunque tutto il supporto di cui possiate aver bisogno".
Così, alcuni minuti dopo, Johnny Horton accetta di essere sottoposto a questa insolita seduta ipnotica: gliel' ha chiesto Namor e a lui deve molto, deve la vita. Non lo spaventa più di tanto l' aspetto di Rintrah, del resto anche lui un tempo non aveva certo un volto angelico.
Il nuovo Mago Supremo della Terra agita le sue mani, bande cremisi attorno al suo volto, poi quelle bande vanno ad accerchiare Horton che, poco dopo, cade in una sorta di trance: Rintrah, con parole lente e studiate, gli fa rivivere prima eventi consueti, poi lentamente, per non farlo precipitare nell' orrore e perdere così l' occasione, lo riporta agli ultimi giorni in cui è stato un altro essere, in cui era noto come Griffin.
"C'è… c'è una strana luce" dice Horton.
"Strana?" chiede Rintrah.
"Blu, rossa, verde, il suo colore cambia in continuazione".
"C'è qualcuno in questa stanza oltre a te?".
"Due uomini".
"Me li sapresti descrivere?".
"Uno ha un cappuccio, non riesco a vedere il suo volto. L' altro ha un camice da scienziato, il volto da scienziato pazzo, occhiali ampi sul naso, mi osserva con uno sguardo feroce".
"Tranquillizzati, ora non può più farti del male. Si chiamano per nome?".
"Lo scienziato chiama l' altro Numero Due. Due chiama lo scienziato Malus. Malus: è lui che mi ha fatto tanto male, lui!".
"Calmati, calmati. Hai mai visto il Numero Uno?".
"Male, male, male, male!!!!".
"Adesso basta!" interviene Namor.
"Horton" dice allora Rintrah "Sei di nuovo a casa tua, tra amici, ritorna tra noi". E l' uomo esce dalla trance, la fronte imperlata di sudore.
"Come è andata?" chiede l' ex criminale.
"Sei stato magnifico" risponde Namor.
"Ma ci ha davvero aiutato?" chiede Mach-1 portando Dane Whitman in disparte "Ci ha detto solamente un nome, nient' altro".
"Un nome che però significa molto" ribatte il Cavaliere Nero "Il Dr. Malus è una vecchia conoscenza e, per nostra fortuna, sappiamo dove si trova".
"Cioè?".
"In prigione".

Clairton.

"Non noti qualcosa di strano?" chiede uno degli Spettri Neri ad un suo compagno.
"Sarebbe a dire?" chiede a sua volta un altro alieno.
"Questa città… i suoi abitanti… sembrano più smorti del solito, sembrano quasi degli automi".
"Beh, la popolazione è in gran parte anziana e…".
"Sì, Jurt, però c'è qualcosa che non mi convince. È come se fossero tutti marionette guidate da qualche oscuro burattinaio. Guardali, movimenti meccanici, volti praticamente inespressivi: no, chiamami sospettoso, ma qui c'è qualcosa che decisamente non va".
"La tua anima indagatrice non è svanita all' interno del Limbo a quanto pare, Klez".
"Ed essa ci porterà alla risoluzione di questo mistero, chissà, potrebbe rivelarsi utile per i nostri scopi".

Greenwich Village.

"Patsy?".
La rossa si volta con fare quasi timoroso di fronte al richiamo di Isaac Christians, alias Gargoyle e lo saluta.
"Come ti senti?" chiede l' essere.
"Strana, molto strana: non so quale altro aggettivo usare. Sai, Isaac, ero così spavalda quando sono riuscita a tornare dal regno dimensionale in cui ero stata confinata, ma adesso… ho paura. Questo mondo è pregno di una malvagità che sembra davvero inarrestabile: i tempi innocenti in cui ero una studentessa o una supereroina alle prime armi… sembrano così lontani. Mi fa paura questo mondo, mi fanno paura certe persone che simboleggiano il Male e non possono essere affrontate. Non so se troverò mai dentro di me il coraggio di affrontare questo mondo… e queste persone".
"Ce la farai, Patsy, hai un cuore ed un animo forte: e puoi sempre contare sui tuoi amici".
"Su questo non avevo il minimo dubbio" conferma lei sorridendo.
"Scusa se passo bruscamente ad un altro argomento, ma come avviene ora la tua trasformazione in Hellcat?".
"Basta che pensi di volerlo diventare e…". La rossa si trasforma nel suo alter ego supereroistico. "Accade. Strane le cose che ti accadono quando ti suicidi".

Prigione di Seagate.

"E tu chi saresti?" chiede il Dr. Malus.
"Andiamo, Karl, è un po' che sono fuori dal giro, ma il mio volto dovrebbe esserti noto".
"Uhm… Ma sì, certo! Abner Jenkins. Cosa vuoi?". Il suo tono si fa improvvisamente cupo e sospettoso.
"Voglio trovare un accordo".
"Non abbiamo più nulla da dirci, allora".
"Neanche se questo comporta una riduzione della tua pena?".
Malus si rimette a sedere:"Spiegati meglio".
"Andiamo, Malus, lo comprendi da te: prima eri in cima al mondo, poi ti sei ridotto a vendere merce elettronica di contrabbando. E ti hanno beccato subito: sei caduto dal tuo personale Paradiso".
"Dunque?" chiede lo scienziato sempre più sospettoso.
"Dunque ti propongo di rivalerti su chi ti ha cacciato in questo guaio" ribatte Mach-1.
"Te lo puoi scordare".
"Senti, sei testardo o semplicemente stupido? I Vendicatori sono interessati all' Impero Segreto, sanno che lavoravi per esso e sono intenzionati a scoprirne i capi e a smantellarlo: sai che fanno sul serio, hai sentito cosa stanno facendo in questi giorni, no?".
"E perché hanno mandato te?".
"Perché hanno pensato:'Quale miglior ambasciatore per trattare con un criminale che un ex supercriminale?'. Non hanno decisamente tutti i torti: dunque ora hai un bivio davanti a te, uno porta ad una non troppo lontana libertà vigilata, l' altro ad una lunga detenzione. E la colpa di ciò sarebbe da addebitare ad una sola persona. Tu quale bivio vuoi scegliere?".
"Dammi una garanzia!" esclama Malus ora con tono apparentemente più accondiscendente.
"D' accordo: Wasp?" dice Abe estraendo un piccolo comunicatore "Se Malus ci aiuterà, noi aiuteremo lui?".
"Sicuramente" risponde l' inconfondibile voce di Janet Van Dyne "Possiamo fare qualunque cosa per lui".
Abe chiude la comunicazione:"Ecco, sentito? Sono riuscito ad introdurre questo congegno in un penitenziario ipersorvegliato e nessuna guardia adesso l' ha notato, guarda bene, nessuno si avvicina a noi. Credi sia solo un caso?". In realtà è così, ma perché dire proprio la verità a Malus?
Sia come sia, costui appare sempre più deciso:"Va bene, mi hai convinto. Cosa vuoi sapere?".
"Chi sono i componenti dell' Impero Segreto?".
Con lentezza quasi studiata Malus elenca coloro che un tempo occuparono i Numeri dal Tre al Sette.
"Vedo che non hai subito trattamenti ipnotici… particolari" fa notare Mach-1.
"L' ho inventato io quel trattamento: molto efficace, vero? Ma come siete riusciti ad arrivare a me?".
"Le solite falle nei piani perfetti. Ed ora dimmi: chi sono Numero Uno e Numero Due?".
"Numero Uno? Non ne ho idea…".
"Senti, Malus, se questo è uno scherzo…".
"Non lo è: non so il suo nome. Non so nemmeno se abbia un nome: l' ho visto più volte, ma mi sono sempre riferito a lui come a Numero Uno. Il suo volto è in parte umano e in parte metallico, il volto di un robot".
"Mi stai dicendo che c'è un robot al comando dell' Impero Segreto?" chiede uno stupito Jenkins.
"Forse: o forse qualcuno che un tempo era umano e si è voluto… evolvere. Credo che solo Numero Due sia a conoscenza della sua vera identità, in effetti è stato proprio lui a contattarmi".
"E chi sarebbe Due?".
"È in arrivo il mio sconto di pena?".
"Devo rifarti ascoltare Wasp col rischio che ci scoprano, stavolta?".
"No, no. Tranquillo: lo conosci di certo, visto che bazzichi coi Vendicatori. Si chiama Duane Freeman ed è un agente del governo statunitense. Bel modo di sprecare il denaro dei contribuenti, vero?".

Poco dopo.

"Allora?" chiede la Valchiria all' uscita del penitenziario.
"Non so se essere felice per il fatto che il tutto sia andato a buon fine" dice Abe "Oppure sconvolto per ciò che ho sentito. Oltretutto questo luogo mi porta alla mente tristi ricordi".
"Sei davvero un ottimo elemento, Jenkins" dice Carol Danvers avvicinandosi "Senza di te forse non ce l' avremmo mai fatta. Sei anche riuscito a campionare in pochissimo tempo la voce di Wasp, speriamo lei non lo venga a sapere".
"Già, credo di aver battuto tutti i record".
"Ma ora dicci tutto" avanza il Cavaliere Nero.
E Mach-1 non esita.

Oracle Inc.

Quando il suo cellulare squilla, Namor quasi sobbalza: dannate diavolerie moderne, ma ci si dovrà abituare se vuole stare al passo dei tempi. E questo è fondamentale per ciò che ha intenzione di fare.
"Pronto?" dice allora.
"Mr. MacKenzie, sono Andrew Bolt. Volevo dirle che sono riuscito a contattare le persone con cui aveva desiderio di parlare. L' appuntamento sarebbe per domani, alle cinque del pomeriggio, se per lei va bene".
Namor medita alcuni secondi: i Difensori potrebbero chiedere prestissimo il suo aiuto per la faccenda dell' Impero Segreto e lui gli ha promesso il suo supporto. Ma il benessere di Atlantide vale molto, molto di più:"Va benissimo".

Casa di Duane Freeman.

L' agente governativo è ancora roso dal dubbio e dalle sue numerose incertezze: ma di una cosa è sicuro, c'è una sola persona che può aiutarlo in questo momento, l' unica persona di cui si sia sempre ciecamente fidato. Sua moglie Yvette: deve subito andare a trovarla.

Manhattan. Alcune ore dopo.

Osservate il Cavaliere della Luna, Moon Knight. Osservate Marc Spector, l' uomo dalle mille identità. Eh sì, perché all' occorrenza può trasformarsi nel mercante d' arte Steven Grant o, per un approccio più 'stradale', nel tassista Jake Lockley. Ma nessuna di queste identità conta stanotte, ora conta solo Marc Spector.
Sì, perché oggi, nella sua iperlussuosa villa, è giunta una strana lettera: non firmata ovviamente e nella quale qualcuno, con una scrittura quasi meccanica, rivelava di essere a conoscenza della sua doppia identità! Dunque, se non fosse venuto sul tetto di una azienda Spectorcorp entro la mezzanotte di oggi, l' avrebbe spifferata a tutti i giornali della nazione.
Spector sa benissimo che sta per andare a cacciarsi in una trappola, ma che altro può fare? Meglio dunque scoprire cosa ha intenzione di fare questo ricattatore, non è il primo che tenta di imbrogliarlo o di coglierlo in fallo, tutti quelli che ci hanno provato sono in prigione. Dunque, congedato Frenchie, rimane in paziente attesa.
Non dura a lungo: improvvisamente un lampo proveniente apparentemente dal nulla lo acceca temporaneamente e lo costringe ad arretrare per pensare ad una contromossa. Ma i proiettili che vengono lanciati nella sua direzione subito dopo non gliela concedono.
"Benvenuto, Moon Knight!" esclama qualcuno davanti a lui "Noi siamo i Segugi ed eseguiremo la tua condanna a morte emessa dal Selvaggio!".
Perfetto, davvero una magnifica giornata.

Capitolo Terzo
TRAIANO

Ahimè, nell' affrontare il Cavaliere, il ladro incontrò una triste e prematura fine. Ma non era solo questo ladro, no, aveva un figlio. Un figlio che crebbe e, divenuto adulto, per ironia del destino, divenne il pupillo del Cavaliere.

Manhattan.

"Benvenuto, Moon Knight!" esclama un uomo in armatura "Noi siamo i Segugi ed eseguiremo la tua condanna a morte emessa dal Selvaggio!".
Grandioso, semplicemente grandioso: poche ore fa Marc Spector aveva ricevuto una lettera in cui un anonimo gli rivelava di essere a conoscenza della sua identità segreta e gli ordinava di presentarsi sulla sommità del grattacielo su cui ora si trova. Sapeva di andare a cacciarsi in una trappola, lo sapeva benissimo, ma non poteva fare altro. Si aspettava Bushman, Morpheus, dannazione si sarebbe accontentato perfino di suo fratello e invece…
Li conosce questi tre, li ha già affrontati in passato, una delle pagine più tragiche della sua carriera da supereroe. Insieme si chiamano i Segugi, ma aspetta singolarmente quali erano i loro nomi? Una raffica sonica lo evita per un soffio, questo è certamente Sonic. Più che gioventù sonica, però, la sua è una gioventù bruciata. Tocca poi a Chain, che invano prova ad incatenarlo. Ha di fronte a sé una 'catena di folli', per citare la mitica Aretha. Tuttavia niente affatto sprovveduti: i suoi nunchaku mancano il bersaglio e l' ultimo componente del gruppo, Grasp, lo attorciglia con uno strano anello di metallo. Che subito dopo inizia a far percorrere lungo tutto il suo corpo una forte scarica elettrica.
Spector si contorce per il dolore ed invano prova a liberarsi: si chiede se non abbia più alcuna possibilità quando vede una spada calare sull' anello che lo imprigiona e liberarlo. Una spada posseduta da una donna bellissima, pur avendola incontrata poche volte la riconosce subito, è la Valchiria. E non è sola: ci sono altre tre persone con lei, c'è anche… Hellcat?
I Segugi, di fronte all' improvvisa apparizione dei Difensori, appaiono subito in difficoltà e decidono di ritirarsi. Mach-1 prova ad inseguirli, ma una raffica sonica di Sonic sfiora il suo jet-pack, facendogli iniziare una brusca precipitata verso il basso. Gargoyle, però, interviene in suo soccorso e lo riporta prontamente sul tetto.
"Come ti senti… Moon Knight, vero?" chiede la Valchiria.
"Un po' scosso, ma bene" risponde il giustiziere "Come mai siete da queste parti?".
"Stiamo indagando sulle attività del gruppo noto come Impero Segreto" dice Mach-1 prima di notare uno sguardo di fuoco da parte di Brunhilde, ha detto forse qualcosa che non doveva dire?
"L' Impero Segreto?" esclama Marc Spector "Avevo sentito che si fosse recentemente riformato, ma credevo fosse stato debellato. Da quanto va avanti questa storia?".
"Da un po' di tempo" avanza allora la Valchiria, che decide di rivelare il resto "Ed abbiamo scoperto che dietro di esso si nasconde un agente governativo di nome Duane Freeman".
"Duane Freeman? L' ex contatto governativo dei Vendicatori?". C'è qualcosa che non gli torna: i Segugi un tempo erano al servizio dell' Impero, poco dopo che l' organizzazione uccise… Meglio dimenticare. Forse c'è l' Impero dietro quella lettera anonima? I suoi ex rapporti con la CIA e col mondo del terrorismo internazionale lo rendono in effetti un uomo scomodo. Ma allora chi è al comando? Non ci vede Bushman a guidare un manipolo di criminali in armatura. Tuttavia… "Vorrei partecipare a queste indagini insieme a voi, se non vi dispiace" chiede dunque.
La Valchiria rimane per qualche secondo in silenzio, poi annuisce:"Un aiuto in più fa sempre comodo. Allora dirigiamoci verso la casa di Duane Freeman".

Greenwich Village, qualche ora dopo.

"E sarebbe questa?" chiede Rintrah, che si confonde tra gli umani assumendo la loro guisa. Con il suo indice punta una casa confortevole ma, a suo dire, terribilmente borghese. "Questa dovrebbe divenire la dimora del nuovo Mago Supremo?".
"Non ho trovato di meglio" precisa Wong "Comunque non è solo la casa che caratterizza quel ruolo, è molto altro".
"Sì, sono d' accordo, ma l' architettura originale della casa di Strange era così… affascinante".
"Allora ricreala, man mano. Modifica lentamente questa abitazione, fino a farla divenire quella che vuoi tu. Ricorda che la dimora di Strange spesso cambiava aspetto all' esterno".
"Insomma, la mia prima prova come Mago Supremo è rimodellare una casa?".
"Ti è andata anche bene" conclude Wong. Poi osserva l' indirizzo: sempre Bleecker Street, ma stavolta al 121/B. Si ricomincia.

Clairton.

"Li hai seguiti?" chiede Klez, il leader del gruppo di Spettri Neri rifugiatisi in questa città.
"Certamente" risponde Jurt "Ho preso tutte le precauzioni per non farmi notare, ma credo che sarebbero state comunque inutili. Per gli abitanti di questa città sembra quasi che il mondo non esista".
"Ma hai scoperto qualcosa di rilevante?".
"Significativo: praticamente qualunque cittadino di Clairton, ogni paio di giorni, si reca presso un ampio granaio che è poco fuori città, a circa due chilometri da qui. Sicuramente quel luogo nasconde qualcosa, sicuramente è la chiave di questo mistero".
"Un mistero che noi sveleremo presto".
"Ma non ti pare una cosa? Che chiunque sia dietro tutta questa vicenda voglia farsi scoprire? È come se ci stesse aspettando, ci stesse invitando. Una trappola o un benvenuto?".
"Lo scopriremo presto" afferma Klez.

Davanti alla sede della Richmond Enterprises.

"Lo vedi, Mach-1?" chiede Dane Whitman attraverso il suo auricolare.
"Perfettamente, Cavaliere" risponde Abe Jenkins "Duane Freeman si appresta ad entrare nell' edificio. Che faccio, lo fermo?".
"No, aspetta e vedi cosa intende fare. Se si rivela un pericolo, tuttavia, intervieni subito. Altrimenti, attenderemo che torni alla sua abitazione, dove già vi sono gli altri Difensori".
Intanto, l' agente governativo entra nell' ampia sala che immette nella stanza principale dell' azienda. Una segretaria lo nota e gli chiede:"Desidera?".
"Vorrei vedere Yvette Freeman" risponde lui.
"Ha un appuntamento?".
"No".
"Purtroppo…".
"Sono il suo ex marito".
La segretaria tace di fronte a questa replica e poi, col suo interfono, chiama Yvette, riferendogli del visitatore. Subito, da una porta laterale, esce la donna di colore, che porta Duane in disparte:"Credevo avessimo ormai rotto ogni rapporto" afferma.
"È che… credo di aver commesso un grosso errore e non so proprio a chi rivolgermi" ribatte l' uomo.
Yvette tace per alcuni secondi, poi:"Errore?".
"Ho rigettato tutto ciò in cui credevo".
"Come mai?".
"Per rabbia, per la disperazione di averti perso. Le cause molto probabilmente sono tante".
"Cosa hai fatto?".
"Potrei… Ho commesso dei crimini".
Yvette si porta una mano alla bocca:"Oh, cielo, Duane, se è uno scherzo…".
"Non è uno scherzo. Non so cosa fare. Tu cosa mi consigli?".
"Duane, consigliarti? Sei sempre stato un uomo sicuro di sé e saldo nei propri principi. Solo che adesso mi sembri… perduto. Non so quale strada tu abbia imboccato, Duane, e non intendo conoscerla: so solo che è sbagliata e faresti meglio ad abbandonarla. Ma dovrai farlo da solo, io non faccio più parte della tua vita".
In quel momento un uomo si avvicina, un uomo i cui occhi sono coperti da un paio di spessi occhiali neri. Il titolare dell' azienda, Kyle Richmond:"Yvette, ho sentito la tua voce. C'è qualcuno qui con te? Ti sta dando fastidio?".
La donna gli si avvicina e lo prende per un braccio:"No, Kyle. Anzi, se ne stava andando".
L' agente governativo non aggiunge nulla e prende la via per l' uscita: ha perso anche lei, definitivamente. Ha perso tutto. E ora?

Oracle Inc.

È giunto il giorno decisivo, molto del destino futuro di Atlantide si sancisce oggi. Namor è molto teso, non gli capitava di sentirsi così da tempo immemorabile e la stessa cosa può dirsi di Namorita, regina di Atlantide, anch' essa presente.
Davanti a loro l' onorevole Bolt, che per la decima volta ripete:"Ormai dovrebbero arrivare".
L' essere in ritardo, ecco una prerogativa degli umani: pessima, peraltro. Namor passeggia nervosamente per i corridoi attigui al suo ufficio quando ad un tratto il suo cellulare suona. Quando risponde, una voce familiare gli giunge all' orecchio.
"Namor, sono il Cavaliere Nero. Ti ricordi che ci hai promesso ci avresti aiutato contro l' Impero Segreto? Beh, uno con la tua forza ci farebbe proprio comodo adesso…".
"Non ho tempo ora per queste frivole vicende" dice Namor chiudendo la comunicazione.
"Chi era?" gli chiede Namorita.
"Nessuno di importante".

Vicino alla casa di Duane Freeman.

"Cosa?" esclama il Cavaliere Nero "Ma… ha riattaccato".
"I suoi sbalzi d' umore stanno di nuovo prendendo il sopravvento?" chiede Carol Danvers "Che atteggiamento arrogante da parte sua".
"O forse c'è qualcosa di più sotto, qualcosa che per ora non riusciamo a comprendere" dice Dane "Voglio dire, sembrava molto teso in questi ultimi giorni, come quando si attende un avvenimento importante. Tuttavia dovrò fargli un bel discorso quando lo rivedo. Mach-1, come procede con Freeman?".
"È appena uscito dalla Richmond Enterprises e a quanto pare si sta dirigendo verso casa sua".
"Molto bene: torna subito qui. Tra poco vi sarà un po' di azione".

Poco lontano da lì.

Sta per arrivare, Numero Uno non sa come, ma lo sente: sta per arrivare la persona che più odia al mondo, l' assassino di suo padre, l' indiretto (o diretto?) responsabile della sua attuale condizione. Sa anche che stavolta il tutto non si risolverà in una situazione di stallo, no, stavolta uno dei due emergerà vittorioso dal confronto. L' altro perderà tutto, anche la propria vita.
Dunque Numero Uno si prepara alla battaglia.

Vicino alla casa di Duane Freeman. Qualche tempo dopo.

"Ma quanto ci mette?" chiede la Valchiria.
"Ehi" dice Mach-1 "Tieni conto che è un uomo che ha un importante incarico, ma ormai non dovrebbe tardare ulteriormente".
Poi Brunhilde porta Jenkins in disparte:"Scusa per l' occhiataccia di qualche ora fa, ma avrei dovuto dirti che siamo un gruppo, anzi un non-gruppo, di cui è meglio che davvero pochi siano a conoscenza. Sono comunque felice che tu faccia parte di noi".
"Non devi scusarti, sicuramente è stata una mia leggerezza. In un certo senso, sono ancora un principiante in questo campo, ma ho avuto e ho dei buoni maestri".
Intanto Moon Knight è pensieroso: un sospetto ha iniziato a farsi strada nella sua mente, l' ha allontanato da sé per un attimo, ma ritorna in modo sempre più ossessivo.
"Eccolo!" annuncia Dane Whitman, distogliendolo dalle sue preoccupazioni. Duane Freeman sta parcheggiando la sua auto nel vialetto che porta alla sua ampia casa.
"Ok, da qui in poi io e Carol teniamo il contatto audio" dice il Cavaliere Nero "Il resto sta a voi".
"Allora, Patsy" pensa Hellcat "Sei pronta a tornare in azione? A giocare al vecchio gioco del buono contro il cattivo? Dentro di me avverto mille sensazioni e nessuna mi dà sostegno. Speriamo in bene, ci sono tante cose che devo sperimentare in questa mia seconda vita".
"Andiamo" dice Gargoyle, partendo per primo, subito seguito dagli altri.
L' agente governativo è appena entrato in casa che i Difensori si appostano, senza farsi vedere, davanti ad una finestra. Passano alcuni minuti, ma pare proprio non debba accadere nulla di importante.
"Ed ora?" chiede Patsy Walker "Non possiamo entrare lì dentro ed arrestarlo".
"Forse potremmo metterlo alle strette" propone Moon Knight "Dirgli che c'è chi vuole incastrarlo e magari si lascerà andare e confesserà qualcosa".
Ma qualcuno ha già deciso per loro.
"Non dimentichiamo mai di portare a compimento il nostro lavoro, Moon Knight" esclama una voce dietro di loro. È Grasp dei Segugi.
"Non devono sparare!" grida la Valchiria "Potrebbero…".
Prontamente Mach-1 balza incontro al criminale e devia altrove la sua raffica. Nell' impatto, però, i due capitombolano contro Marc Spector e tutti insieme, nella rovinosa caduta, sfondano un vetro della casa, penetrando nel salotto di Duane Freeman, che indietreggia impaurito. Subito dopo gli altri due Segugi fanno il loro ingresso, inseguiti dagli altri Difensori.
"Dannazione!" pensa Brunhilde "Non avremmo dovuto trascinare la battaglia all' interno, qualcuno qui rischia di farsi seriamente male".
Freeman non perde tempo e scatta: ma invece di dirigersi verso l' uscita, come la logica suggerirebbe, corre verso una porta che dà su una rampa di scale che lo porta di sotto. A Moon Knight ciò non sfugge e, stimando che i suoi attuali compagni possano farcela contro quei tre mercenari, insegue l' agente governativo.
Il pedinamento è breve ed alla fine Spector si ritrova in un' ampia sala e ciò che vede lo lascia sbalordito.

Oracle Inc.

"Salve, signor MacKenzie" saluta un uomo "Ci scusi per il ritardo, ma sa, gli altri impegni, può ben capire".
"Certo, nessun problema" dice Namor in tono pacato "Prego, accomodatevi".
"Le presento le persone cui le avevo accennato qualche tempo fa" dice Bolt "Jonathan Iverson, Roland Recain, Mario Monti e Abdul Hassen".
"Molto felice di conoscere tutti voi. Vi presento a mia volta Namorita Prentiss, attuale sovrana del regno di Atlantide".
"Sarà meglio che le sue parole siano convincenti, Mr. MacKenzie" afferma Iverson "Perché ho ancora vividi i ricordi di quando assalì il palazzo delle Nazioni Unite con le sue truppe atlantidee".
"Ecco" pensa Sub-Mariner "Ho individuato l' osso duro, meglio subito che dopo in effetti". "Allora" dice poi "Ricorderà anche che un cittadino di Atlantide era tenuto rinchiuso all' interno del palazzo e volevamo solo la sua liberazione, inoltre non c'è stata nessuna vittima e tutti i danni sono stati da me ripagati".
"L' errore rimane".
"Certo, non intendo certo negarlo. Qualsiasi nazione li commette: forse che le vostre nazioni non hanno mai attuato un' azione di forza contro un altro paese?". Nessuno ribatte. "In ogni caso, do ora la parola a Namorita, che è la persona più indicata a fare la proposta che abbiamo in mente".
L' ex componente dei New Warriors si alza dalla sua sedia:"Andrò subito al dunque, anche perché sono certa che la discussione conseguente ci porterà via molto tempo. Atlantide è parte della storia umana, esiste da tempi immemorabili, nel bene e nel male ha segnato a volte la storia dell' umanità. Dunque io e Namor riteniamo sia giunto finalmente il tempo che il Regno Eterno inizi ad avere un ruolo più attivo, nel pieno rispetto delle tradizioni di questo mondo: e perciò vi chiediamo di perorare la nostra causa per far sì che Atlantide venga riconosciuto dalle Nazioni Unite come stato sovrano!".

Sotterranei della casa di Duane Freeman.

Quanto è grande questa stanza? Sembra non finire mai. Ed era tutta nei sotterranei di questa casa? E poi… computer, computer dappertutto. Possibile che sia stato Freeman ad architettare tutto ciò? Oppure… E quel sospetto in Marc Spector cresce sempre più.
"Moon Knight, benvenuto nella mia dimora!" esclama in quel momento una voce metallica che potrebbe provenire da qualunque luogo. Con circospezione Spector avanza. "Allora, sei pronto a rivivere i vecchi tempi? Non è durata molto la nostra fragile alleanza, vero? Sei stato tu del resto a rovinarmi, a rendermi ciò che sono ora. Però ti devo anche ringraziare, lo ammetto, perché mi hai aperto prospettive che prima mai avevo immaginato".
"Ho capito" pensa allora Moon Knight "Ho capito chi è il Numero Uno dell' Impero Segreto. E non avrei mai immaginato che…".
"La stretta finale del mio piano avrà luogo stanotte, ma prima era giusto che regolassi quella faccenda che avevo in sospeso con te: converrai che non posso lasciar passare l' uccisione di mio padre come se nulla fosse".
"Fatti vedere, non nasconderti".
"Non intendo affatto farlo: guarda alla tua sinistra, la vedi quella sporgenza? Oltrepassala, lì vi sono io. Su che lo so che non vedi l' ora di 'riabbracciarmi'. Ehi, seriamente, ma non ti sei mai interessato a me dopo la mia presunta morte?".
"Credevo appunto fossi morto: ti era caduto un palazzo sopra".
"Non è bastato, come puoi ben capire: il buon Duane mi ha tratto in salvo, poi mi ha affidato alle cure del Dr. Malus, che mi ha riportato in… vita? Non so, è un termine così distante per me ora. Ah, eccoti finalmente".
Lo vede in faccia: anche se non ha quasi più nulla di umano lo riconosce subito:"Ma certo" dice Moon Knight "L' Impero Segreto, i Segugi: avevi già avuto dei contatti in precedenza con loro. Avrei dovuto capire subito che Numero Uno eri tu… Jeffrey".

Capitolo Quarto
ROMOLO AUGUSTOLO

Nemmeno il figlio del Ladro fu altrettanto fortunato: ucciso da un' organizzazione malvagia rinacque in una nuova, strana e letale forma. E pensò bene di rivalersi sul Cavaliere per la sua sventura. Il loro conflitto durò svariato tempo, ma alla fine addivenne ad una conclusione.

Sotterranei della casa di Duane Freeman.

"Numero Uno, Jeffrey, Wilde il Selvaggio, Mezzanotte" dice Moon Knight "Con quale nome devo chiamarti ora?".
"Non ha alcuna importanza, assassino. Non stanotte" replica l' essere davanti a lui.
"Ancora mi incolpi per la morte di tuo padre? Sai che fu un incidente".
"Spiacente, ma questa favola valla a raccontare a qualcun altro. Abbiamo condiviso molto, Marc, nel bene e nel male, soprattutto nel male, e trovo doveroso che tu assista al mio trionfo finale. Prima che proceda alla tua esecuzione, chiaro".
"Le maniere da supercriminale con manie di grandezza non ti si addicono".
"Infatti non sono un supercriminale, Marc, sono molto di più: da stasera diverrò l' ideatore di una nuova era. Ho manie di grandezza, certo, ma puoi incolparmi per questo?".
"Sì, se coinvolgono persone innocenti".
"Sentire parole di umanità da te, ex mercenario, è quanto di più ipocrita queste orecchie metalliche abbiano udito in vita loro. Io non rinnego la mia natura, al contrario di te, che dietro una maschera tenti invano di nascondere le tue insicurezze, magari stai ancora insieme a quella ragazza ma non riesci a costruire con lei niente di serio. Perché è la tua natura stessa che ti ferma: sei ancora un mercenario, Marc, ti importa solo di te e tutto il resto può andare all' inferno".
"Spiacente, ma i trucchi psicologici con me non funzionano: quello che ho fatto in passato è stato terribile, è vero, ma non intendo passare il resto della mia vita a rimpiangere quei giorni, piuttosto tento di fare qualcosa di utile adesso. Per tutti, soprattutto per le persone a cui voglio bene. Fallisco a volte, è vero, ma è quello che capita a tutti".
"Mi ricordi quei discorsi che fanno certi perdenti:'Non sono peggiore di tanti altri'. Io invece sono un vincente e penso:'Posso fare meglio di così'. E lo sto per fare".
"Cosa esattamente?".
"Bah, la solita tiritera del cattivo che spiega tutto per filo e per segno, sei davvero antiquato".
"Visto che a quanto pare non ho alcuna speranza, che male c'è?".
Di fronte a questa affermazione Mezzanotte ride, una risata che di umano non ha più nulla, una risata che fa rabbrividire:"Sai, Marc, sei davvero più ridicolo di quel che pensassi. E va bene, ti accontenterò".
Nascosto dietro una parete, intanto, Duane Freeman ascolta tutto attentamente. E non ha la minima idea di cosa fare.

Oracle Inc.

Anche se la richiesta era intuibile, ha stupito tutti. Hanno di fronte a loro Namor, Sub-Mariner, ex reggente di Atlantide, attuale presidente della Oracle Inc., una azienda che ne ha viste di tutte i colori in passato. Ma una cosa del genere, decisamente mai.
"Dateci un buon motivo per cui dovremmo perorare la vostra causa" dice Roland Recain.
Namor sta per ribattere qualcosa, ma con un gesto della mano Nita lo ferma: un tempo lui lo avrebbe considerato un' impudenza da parte sua, ora lo ritiene un gesto saggio:"Perché il regno che io guido ha molto da offrire ai popoli della Terra: le risorse sottomarine sono in gran parte poco sfruttate e spesso quelle che vengono usate sono preda di inquinamento, rifiuti tossici e quant' altro. Potete intuire da voi cosa nascerebbe da una nostra collaborazione".
"Intento lodevole, signorina Prentiss" interviene Jonathan Iverson "Ma si scorda forse che l' uomo di fianco a lei ha terrorizzato più volte questa città? Si è anche alleato con Magneto, un pericoloso esponente della razza mutante".
"Scusi se ricordo male" dice Nita "Ma non è stato forse l' ONU a concedergli la sovranità di Genosha? Mi aiuti perchè la mia memoria è un po' labile di questi tempi".
"C'è poco da scherzare".
"E lei ha una immagine di me che ormai non corrisponde più a quella attuale" afferma Namor "Inoltre Atlantide ha dato vita a meno guerre in tutta la sua storia di quante ne abbiate fatte voi in questi ultimi cinquant' anni!".
"Non le permetto simili insinuazioni!".
"Sono dati di fatto, fino a prova contraria".
"Guardi che...".
"Mr. Iverson" interviene Namorita "È con me che deve parlare".
"Non intendo ascoltarla un secondo di più e...".
"Ora basta!". Ad intervenire è stata l' energica voce di Mario Monti. "Potremmo per un attimo abbandonare i toni da 'il mio paese è più bello del tuo' e tentare di andare avanti con la discussione? Perchè il punto sollevato all' inizio dalla signorina Prentiss ha suscitato la mia attenzione ed anche tu, Jonathan, dovresti per un attimo abbandonare il tuo ego e pensarci bene".
"Sarebbe davvero di qualche utilità, Mario?" chiede lui.
"Certo che sì. Parlo a nome di un paese che ha nel mare una delle sue risorse migliori e che al mare guarda sempre con speranza. Per quanto mi riguarda sono favorevole a discutere la proposta di riconoscimento di Atlantide".
"Mi accodo" dice Abdul Hassen.
"In effetti l' abbiamo fatto per Genosha, l' abbiamo fatto per l' Isola dei Mostri" parla tra sé e sé Roland Recain "Sarebbe davvero paradossale che non lo facessimo per loro, per cui anche un celebre scienziato come Reed Richards ha speso parole di apprezzamento".
"Ma Richards non ha ricevuto più di un problema da parte di Namor?" chiede Iverson.
"Evidentemente ha cambiato idea di fronte ai fatti concreti, Jonathan" dice Monti "Come dovresti fare anche tu".
"D' accordo, per ora non dico nulla, ma non sono ancora del tutto convinto".
"È già un passo avanti" dice Namor "E le chiedo scusa per il mio scatto di prima, non era mia intenzione offenderla". Sub-Mariner tende la mano e Iverson sa che non può non stringerla, l' ha incastrato proprio bene. Dunque ricambia la stretta.
"Quando avremo qualche conferma?" chiede Nita.
"Di solito per queste cose o ci si mette una eternità" dice Hassen "O si risolvono in un batter d' occhio: sarebbe molto utile comunque una sorta di dossier da parte vostra sul vostro regno e le sue risorse".
"Ve lo porterò al più presto" annuisce Namor.
"Bene, allora ci sentiamo prossimamente" conclude Recain, uscendo, seguito a ruota dagli altri.
Per qualche istante vi è solo il silenzio, poi Nita dice:"Abbiamo rovinato tutto, vero Bolt?".
"Niente affatto" risponde l' uomo politico "Mi creda, avete dimostrato loro che non vi fermate davanti a nulla e che le vostre intenzioni sono serie. Credetemi, è un buon viatico".
Poi Namor e Namorita si guardano negli occhi, incapaci di dirsi qualcosa. Anche perchè forse non c'è nulla da dire.

All' esterno della casa di Duane Freeman.

"Temo che lì dentro i nostri amici se la stiano passando male, Dane" dice Carol Danvers "Forse dovremmo intervenire anche noi".
"E cosa potremmo fare, Carol? Tu hai perso i poteri, io sono ancora ferito. Saremmo solo d' impiccio".
"Hai ragione, solo che... è frustrante essere ridotti così".
"La tua forza non consiste solo nei poteri, lo sai".
"Hai ragione, ma quando ti senti impotente come in questo caso... cos' altro dovresti pensare?".

Casa di Duane Freeman.

Combattere tra quattro mura non è davvero il massimo della vita, soprattutto quando dovete affrontare tre tizi che se ne fregano di ciò, mentre voi altruisticamente (o scioccamente?) fate sì di provocare meno danni possibili. Solo che arrivati ad un certo punto...
Mach-1 punta una sua arma contro Sonic e centra in pieno il suo speciale congegno, impedendogli così di lanciare quelle tanto odiate raffiche soniche. Per non farsi abbattere, però, il criminale imbraccia un corpo a corpo con Abe, che non riesce a divincolarsi.
Intanto Hellcat prova ad attaccare alle spalle Grasp, ma costui se ne accorge e la avvolge con una delle sue spire, iniziando a stringere forte. Gargoyle interviene e libera Patsy, che però ha una improvvisa crisi di respirazione e crolla svenuta al suolo.
La Valchiria, nel frattempo, è stata totalmente incatenata da... Chain appunto. Ma con la sua prodigiosa forza riesce a liberarsi e con la sua spada distrugge tutti i gingilli del Segugio, che alza le mani in segno di resa. Ma Brunhilde non si ferma e lo mette ko con un pugno. Una piccola vittoria di quella che si preannuncia una battaglia nient' affatto facile.

Sotterranei della casa di Duane Freeman.

"Eh sì, questa storia ha radici non troppo profonde" spiega Mezzanotte "Parte da quando venni ritrovato da Freeman in mezzo a quelle macerie*".

* Dopo gli eventi di Uomo Ragno 137/138

"Lui nascose la mia testa, l' unico pezzo rimasto intatto del mio corpo, e così in un certo senso scampai alla cattura. Ti chiederai, Marc, perchè fece una cosa del genere: per una motivazione che molti hanno, era insoddisfatto della sua vita, era reduce da un matrimonio fallito e voleva rifarsi un nome. Anche a costo di rinnegare ciò che era".
Duane Freeman è costretto dentro di sé ad ammettere che ha ragione.
"E così qualche tempo dopo 'rinacqui' ed avevo ormai una nuova prospettiva di vita, di esistenza: vedi, mi ero evoluto, ero divenuto più che uomo, una commistione tra umano e macchina. La perfezione, scevra di ogni male, di ogni possibile errore. Perché limitarla solo a me, dunque? Perché non condividerla con altri esseri?".
"Vuoi trasformare gli uomini in macchine?" chiede stupefatto Spector.
"No, hai inquadrato la questione dal lato sbagliato. L' uomo è refrattario ad ogni minimo cambiamento, figuriamoci ad una cosa del genere. No, tale mutazione deve avvenire con l' altra parte in gioco, la macchina! Sono una presenza invisibile all' interno di molti computer delle più importanti aziende del mondo, a loro darò quello che ho avuto io. La vera scintilla di vita. Una nuova visione, una nuova personalità. Un nuovo io. Sarà la ribellione totale, presto le macchine domineranno sugli uomini. Ed io sarò lì a guidarle".
Freeman impallidisce: ma allora tutta quella storia del prendere il controllo dell' economia mondiale tramite i computer? Era una bugia, una facciata, è stato tratto ingannato fin dall' inizio. Ecco dove lo ha condotto la sua ira, il suo risentimento. Ed ora non può far nulla per rimediare: o forse sì?
"Ti dirò, Jeffrey" afferma Moon Knight "Questo è un film che ho già visto e non mi è nemmeno piaciuto".
Mezzanotte si alza dal suo scranno:"Tra poco non ti lamenterai più, Marc".
In quel momento Freeman irrompe sulla scena, una pistola puntata contro Numero Uno:"Fermo! Sono l' agente Duane Freeman ed in nome del governo degli Stati Uniti ti dichiaro in arresto!".

Sancta Sanctorum di Rintrah.

Essere Mago Supremo non significa solo affrontare nemici ultraterreni, impedire invasioni demoniache o quant' altro. Significa anche conoscere l' ambiente, il mondo che hai intorno, perchè più lo conosci più possibilità avrai di trionfare in questo impervio ruolo. Rintrah è consapevole di ciò ed effettua a tal proposito una trance mistica.
La sua prima tappa è presso una persona che ha già visto di sfuggita in passato: Agatha Harkness. Come si attendeva, ci sono delle difese mistiche attorno alla sua abitazione, non può rilevare molto e nemmeno prova ad avvicinarsi. Avverte, però, che la donna non è sola, c'è qualcun altro che convive con lei: chissà se un giorno o l' altro saprà chi è. Ma aspetta, cos'è questa immane fonte di energia? Viene dalla Quinta Avenue, anche lì vi sono potenti difese mistiche eppure... tale potere oltrepassa ogni sbarramento. Che sia... la donna di nome Scarlet? Ma come è possibile, Rintrah ha ben presente le sue enormi potenzialità ma non aveva mai immaginato che sarebbero arrivate a questo punto. Forse che... sì, ne ha individuato il motivo, tutte quelle energie non appartengono solo a lei. Dovrà parlare con lei un giorno o l' altro. È tutto? No, c'è molto altro, Rintrah ne è certo... ecco, Londra, qui cova un male più antico di qualunque altro, un male che nemmeno Stephen Strange è mai riuscito ad estirpare per sempre. Quali possibilità potrebbe avere lui? Soprattutto quando questo male ha alleati potenti quasi quanto lui? Infine il Mago Supremo avverte la fonte di energia più potente di tutti, in una piccola altra cittadina di nome Pittsburgh. Ma questa fonte di energia non è originaria di questo universo! Che i delicati equilibri su cui si regge il piano mistico siano stati alterati? Chi possiede tale potere? Un... meccanico? Sempre più strano.
Rintrah esce dalla sua trance: sapeva che non gli veniva affidato un compito semplice. Ma non se lo aspettava così arduo: dovrà lavorare sodo in futuro.

Casa di Duane Freeman.

Alla fine Abe riesce a staccarsi dalla presa di Sonic e a colpirlo con un pugno al volto. Poi lancia un minimissile che colpisce in pieno il criminale, che sviene non rimanendo però ferito.
Rimane solo lo spavaldo Grasp, che prova invano a reagire all' attacco di tre eroi, ma ben presto è costretto a capitolare.

Sotterranei della casa di Duane Freeman. Qualche minuto prima.

"Ti dichiaro in arresto!" intima l' agente governativo.
"Cos'è questo, una specie di scherzo di pessimo gusto?" ribatte Mezzanotte.
"Agente" interviene Moon Knight "Apprezzo l' aiuto, ma le consiglio di andarsene subito".
"Alza le mani dove le possa vedere" continua imperterrito Freeman.
"Le mani?" dice Jeffrey Wilde "Va bene". E detto questo allunga un suo arto, colpendo al volto l' agente, che perde la presa sulla sua pistola e cade sul pavimento.
"Arti retrattili ed allungabili?" pensa Spector "Di male in peggio. Però aspetta... Forse ho trovato un modo per sconfiggere Jeffrey, speriamo che funzioni". Dunque Spector inizia a muoversi in lungo ed in largo per la stanza, mentre Mezzanotte lo osserva come se fosse qualcosa di insignificante per lui.
"Non andrai da nessuna parte, Marc" dice l' essere.
"Sai, Jeffrey, forse ho capito una cosa. In giro c' era la voce che l' Impero Segreto abbia riportato in auge svariate identità criminali di serie B. Ed io so il perchè: perchè anche tu ti senti un Numero Due rispetto a tuo padre, volevi seguire il suo esempio, ma hai fallito miseramente. Sei sola la pallida copia di quello che per te è un modello inarrivabile".
"Tu non sai niente di mio padre e niente di me!" grida Mezzanotte allungando un suo braccio. Spector però lo evita ed esso va a bloccarsi in un enorme computer alle spalle del vigilante. Poi Moon Knight si sposta dall' altra parte.
"Sei tu quello che non ha futuro, Jeffrey" dice Spector.
"Zitto!" urla ancora Wilde allungando l' altro suo braccio, ma anch' esso viene evitato e va ad incastrarsi in un altro complesso di computer.
Dunque Moon Knight prende con sé Duane Freeman e si allontana:"Complimenti, Jeffrey, hai appena chiuso un circuito".
"Cosa? No... Nooooo!!!". Poi tutto inizia ad esplodere.
Spector corre come non ha mai fatto in vita sua, fino ad uscire dai sotterranei. Lì vi sono i Difensori, reduci dalla loro vittoria sui Segugi. "Via!" intima Moon Knight "Qui sta per crollare tutto!".
Gli eroi non perdono tempo e seguono il suo consiglio, portando in salvo anche i criminali. Ed una volta che tutti sono usciti, i sogni di gloria di Jeffrey Wilde, alias Mezzanotte, alias Numero Uno, crollano insieme al suo ultimo rifugio.

Poco dopo.

"È finita" annuncia Duane Freeman.
"Già" ribadisce Moon Knight in tono basso.
"Tra poco qui arriveranno la polizia e le forze speciali, li aspetterò qui. Devo riferire loro molte cose".
"Crede che fosse davvero così spietato Numero Uno?" chiede la Valciria.
"Sì, tanto che ha trascinato nella depravazione e nell' immoralità anche me. Non dovevo permetterlo, devo pagare per questo".
"Comunque non deve scordare che alla fine si è ribellato a lui" interviene Spector.
"Non sono stato di molto aiuto".
"A volte basta solamente il gesto". E detto questo gli eroi spariscono alla vista.
Poco dopo una pattuglia SHIELD rastrella la zona e alla fine Gabe Jones, prima che Duane Freeman venga portato via, gli porge l' unica cosa rimasta intera di Jeffrey Wilde: la sua testa.
L' agente governativo la osserva:"Però, non fa poi così paura, non trovate?".

Oracle Inc. Il giorno dopo.

"Mi devi delle spiegazioni, Namor" dice Dane Whitman irrompendo nel suo ufficio.
"Non ti devo proprio niente, Cavaliere: ho fatto solo quanto ritenevo giusto".
"Sei stato fortunato che prima mi sono imbattuto in Namorita: mi ha spiegato cosa è accaduto ieri e questo ti pone decisamente sotto una nuova luce. Ma potevi dircelo, non ci saremmo fatti una pessima idea su di te".
"La segretezza del mio intento era fondamentale, inoltre ero probabilmente troppo in fibrillazione per quanto stava accadendo".
"Certo, ma ricorda che ci sono certe persone che non tradirebbero mai la tua fiducia. Tu dedichi tutti i tuoi sforzi ad Atlantide, ma ricordati che ci sono anche altre cose di cui devi tener conto nella tua vita".
"Ad esempio?".
"L' amicizia".

Clairton.

"Sei pronto, Jurt?".
"Attendo solo il tuo comando, Klez".
"Allora andiamo a scoprire il mistero che cela questa città".

FINE